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Dare voce alle piante per un’agricoltura più intelligente


I sensori biocompatibili di PlantBit operano nello stelo della pianta per rilevarne la salute e gli stress e intervenire in tempo reale.

Immaginate di poter chiedere a una pianta di pomodoro se ha sete, e di ricevere una risposta chiara e precisa molto prima che appaiano i primi segni di stress. È quello che fa la soluzione tecnologica sviluppata da PlantBit: un sensore inserito all’interno delle piante che «ascolta» le loro necessità analizzando la linfa e le trasmette all’agricoltore. Un intuizione che nasce da una ricerca nel campo della salute umana e che è stata poi indirizzata verso l’agricoltura. <<Alla base di PlantBit c’è una tecnologia fondamentale: il Bioristor, un sensore elettrochimico organico, il cui brevetto è stato sviluppato dall’Istituto dei materiali per l’elettronica e il magnetismo del Consiglio nazionale delle ricerche di Parma, e depositato a fine 2016. Originariamente il gruppo di ricerca non si occupava di piante, ma di sensoristica avanzata per il monitoraggio della salute umana, con un focus specifico sull’analisi della composizione del sudore>>, spiega Filippo Vurro, CEO di PlantBit. Se funziona con il sudore -si sono chiesti i ricercatori- perché non dovrebbe funzionare anche con la linfa? Il risultato dell’esperimento ha dato loro ragione: il sensore si è <<acceso>>, alimentato dalla linfa, e le prime misurazioni hanno tracciato una curva che combaciava perfettamente con il ciclo diurno e notturno della pianta.

AUTORI: di Letizia Gabaglio
RIFERIMENTO RIVISTA: Le Scienze, n. 691 Marzo 2026

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